Marco Finetti

03 giugno 2016

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Pagina iniziale Accademia della Trasformazione

Gli approcci integrati dei Become Methods

Gli approcci integrati dei Become Methods

ELEMENTI FONDAMENTALI DELLA FORMAZIONE

BECOME METHODS sono un compendio metodologico coniugato per il sostegno al cliente nel raggiungimento dei suoi obiettivi che comprende: 

  • PLAYBACK THEATRE e applicazioni al COUNSELING
  • TEATRO
  • ESERCITAZIONI ESPERIENZIALI con diversi livelli di coinvolgimento fisico ed emotivo e comunque SEMPRE in armonia con le esigenze e le caratteristiche del gruppo destinatario, 
  • ACTION METHODS di matrice moreniana 
  • ARTI CREATIVO/TRASFORMATIVE
  • LA PSICOLOGIA UMANISTICA
  • LA PSICOLOGIA SOCIALE
  • L’APPROCCIO OLISTICO

Le tecniche Espressive e Creative

Le tecniche creative ed espressive che vengono utilizzate risultano particolarmente efficaci nei contesti organizzativi e aziendali, poiché favoriscono l’integrazione tra la dimensione emotiva e quella cognitiva, tra la dimensione individuale e quella collettiva.  Le Metodologie di BECOME Persone in Divenire trovano poi una particolare declinazione quando si rivolgono ad un cliente singolo e in piccoli gruppi come famiglie e equipe professionali. 

Per rafforzare l’efficacia dell’offerta gli interventi sono sempre progettati alternando momenti di riflessione teorico con l’esperienza attiva seguita da numerosi de briefing orientati ad una apprendimento di tipo induttivo. Il gruppo viene condotto rispettando le differenze: nella prima fase di conoscenza viene dato spazio alla parola con alcune semplici proposte che consentono di prendere confidenza gradualmente con la metodologia attiva. Il Counselor in formazione acquisisce competenze atte a saper scegliere ogni volta le tecniche più appropriate per raggiungere gli obiettivi del gruppo e del singolo, tenendo conto delle difficoltà e resistenze, sviluppando e lasciando emergere le risorse del/i soggetto/i nelle sessioni di Counseling. 

I cardini dell’approccio di BECOME Persone in Divenire

  • Individualità e unicità

Ogni individuo è unico, irripetibile, figlio della propria storia e padre del proprio futuro. Ogni individuo è portatore di risorse utili a superare i propri limiti e possiede in se possibilità, opportunità e specificità per riconoscere i limiti stessi e trasformarli in strategie di cambiamento. Ogni individuo è in relazione con un sistema e va considerato nella sua complessità di connessioni con esso.

  • Spontaneità e Creatività

Apprendere la spontaneità significa apprendere a rispondere in modo sintonico alle esigenze dell’ambiente (senza distorcerne le richieste e la realtà) e alle proprie esigenze interne (senza stereotipie difensive e facendo emergere i veri bisogni e le autentiche emozioni). 

La spontaneità è in stretta relazione al concetto di creatività. Il fattore S-C (spontaneità-creatività) è l’elemento chiave nell’espansione dell’individuo per poter assumere ruoli nuovi e superare/trasformare in modo creativo i ruoli inadeguati e/o stereotipati. Lavorando sulla assunzione del Ruolo il soggetto progressivamente Dal ruolo alla posizione. Il ruolo, assegnato dall’altro è occasione per assumere soggettivamente nuove posizioni.

  • Rituale

Il rituale è l’insieme degli atti codificati che strutturano un evento. Nel teatro improvvisato fornisce una cornice che contiene e rassicura ma al tempo stesso favorisce l’espressione libera e spontanea. Per il suo valore sociale permette di fondare o di rinsaldare i legami interni alla comunità. Il rituale è l’insieme delle fasi attraverso cui il gruppo è condotto in un processo evolutivo, di crescita, di trasformazione.

  • Narrazione

L’esperienza personale è fonte di attenzione, interesse, commozione ed insegnamenti per l’intera comunità. E’ fondamentale per la salute emotiva, per dare un senso alla collocazione dell’uomo nel mondo, per costruire legami e significati.

  • Arte/ espressività artistica

L’espressione artistica non è esclusivo territorio dell’artista professionista, ogni persona è in grado di creare una forma estetica e poetica che è possibilità di espressione e veicolo di sensibilità, intuizione e apprendimento.

  • Simbolo

Il lavoro sul simbolo permette di arricchire la conoscenza di se stessi ben oltre l’erudizione. Il simbolo si presta ad essere esplorato e non spiegato offrendo sempre nuovi e molteplici significati, trascendendo i limiti dell’esprimibile. Il simbolo è pre-verbale e ci pone con immediatezza al cospetto del mondo delle immagini. Le sue proprietà integratrici si focalizzano nell’unità del molteplice, sulla vita, le sue cerimonie e i suoi riti, contattando la sfera archetipica.

  • Estetica
    La dimensione estetica e poetica ha un grande potenziale curativo. Parlare di poetica del teatro significa prendere in attenta considerazione l’identità del regista di scena, dell’attore, dell’atto drammatico, dello spettatore ed il contesto nel quale si esprimono. 
  • Improvvisazione

L’improvvisazione è caratterizzata dalla contemporaneità tra la nascita e la fruizione dell’azione, è stimolo dell’atto creativo che è unico e irripetibile. L’improvvisazione è la modalità privilegiata del Playback Theatre e dei metodi attivi per l’attivazione della spontaneità e creatività.

  • Gruppo

L’importanza del gruppo è centrale nei metodi d’azione e nel Playback Theatre. Il gruppo non è solo un contenitore necessario per lo svolgimento delle attività, ma è il cuore della possibilità di cambiamento, di accadimento, di cura e sviluppo dell’individuo e del gruppo stesso.

Il gruppo è elemento fondante dell’attività perché l’azione di counseling, di formazione, di cura e di crescita passa attraverso  le funzioni svolte non solo dal counselor/formatore, ma soprattutto attraverso i membri del gruppo stesso. ”Ogni essere umano può essere agente di cura per un altro essere umano” (J.L. Moreno)

IL PLAYBACK THEATRE – L’APPROCCIO ALL’ASCOLTO ATTIVO

E’ un teatro spontaneo, una forma originale di improvvisazione teatrale ideata a partire dal 1975 a cura di Jonathan Fox e di alcuni suoi collaboratori tra cui Joe Salas oggi sua moglie. Nel setting performativo del Playback Theatre ogni partecipante ha l’opportunità di esprimere verbalmente i propri vissuti, pensieri, episodi realmente accaduti o immaginati per poi li rivederli immediatamente messi in scena da una compagnia di attori (in una performance) o, nel caso di un workshop o sessione di counseling di gruppo, messi in scena con semplici tecniche dagli altri partecipanti con intenzionalità e ascolto profondo. Il Playback Theatre connette le esperienze di una persona con quelle delle altre implicate nel processo; coinvolge individui e gruppi, unicità e collettività, persona e organizzazione. Il Playback Theatre è efficace per la condivisione di temi e l’individuazione di nuovi orientamenti e strategie collettive. Risponde al bisogno umano di narrare e di ascoltare storie. Il Playback, attraverso la rappresentazione scenica, riesce poi ad andare oltre al racconto, riscoprendo il significato profondo delle esperienza umana per condividerla con gli altri. 
Il Playback Theatre, inoltre, come metodologia di lavoro, restituisce dignità alla narrazione e all’ascolto, e favorisce il rispecchiamento, consentendo lo sviluppo di nuova consapevolezza. Grazie all’assunzione di ruoli diversi da quelli ricoperti nella quotidianità è anche favorita l’esplorazione della dimensione identitaria del soggetto e, benché non si tratti di un contesto terapeutico, questi aspetti possono avere effetti benefici sulla persona e sul gruppo di lavoro. 

Mediante l’impiego delle tecniche proprie del Playback Theatre e grazie alla creazione di un clima di non-giudizio e di parità, per i partecipanti al gruppo sarà possibile accedere alla narrazione della propria esperienza nel “qui ed ora” e, più in generale, alla possibilità di raccontarsi e di vedere drammatizzato (con tecniche di improvvisazione teatrale specifiche e codificate) il proprio racconto, ad opera degli altri partecipanti al gruppo. Questa forma di restituzione di quanto narrato, della “propria storia”, consente al soggetto di rivedersi e di beneficiare del rispecchiamento da parte del gruppo. Ogni storia acquisisce valore, ha una sua unicità e ci riporta a temi universali, aspetti che possono essere esplorati grazie ai vari livelli presi in considerazione nel Playback Theatre (individuale, gruppale, sociale e transpersonale/archetipico).

Fondamentale per l’azione di Counseling è il fatto che ogni partecipante ha l’occasione di raccontare, di mettere in scena, di giocare, cantare e di suonare numerosi strumenti durante il percorso. 

Il cliente del Counselor Espressivo Trasformativo nelle sessioni di gruppo è invitato e accompagnato a sperimentarsi nell’improvvisazione scenica propria del Playback Theatre: l’improvvisazione della scena, incorniciata da precise ritualità e definita da procedure specifiche, stimola, attraverso la relazione scenica con gli altri presenti, a vivere sempre sul limite della propria zona di comfort, a imparare a vivere al meglio il rapporto con l’ignoto e ad esplorare le diverse possibilità di azione. Nel Playback Theatre i performer imparano a collaborare per la riuscita della scena, tutte le proposte devono essere chiare e tutti sono impegnati nella gestione degli imprevisti: nell’improvvisazione teatrale tutto è imprevisto, dalle storie raccontate dal pubblico, al comportamento dei compagni di scena; qualsiasi evento spiazzante viene accolto con piena accettazione ed integrato nella rappresentazione.

Il Counselor Espressivo Trasformativo Integrato a Indirizzo Relazionale utilizza il Playback Theatre nella: 

– dimensione performativa 

– dimensione laboratoriale (workshop). 

Nel primo caso il counselor assume la funzione di conduttore durante una cosiddetta Performance. E’ uno speciale setting teatrale costituito da una compagnia pronta ad improvvisare con le tecniche proprie del Playback Theatre e da un pubblico costituito da coloro che hanno richiesto l’evento. La definizione degli obiettivi, la tematica che viene affrontata è il frutto di una specifica progettazione realizzata a quattro mani con la committenza e che risponde ai bisogni evolutivi del pubblico destinatario. Esso è generalmente costituito da gruppi aziendali, associazioni, organizzazioni e/o gruppi riuniti per obiettivi e categorie specifiche come ad esempio gruppi di genitori, minori, portatori di diverse abilità, ospiti di strutture, rifugiati politici, ecc.

Nel secondo caso il Counselor conduce un workshop che può avere come incipit stimolante iniziale una tematica/problematica che accomuna i partecipanti o semplicemente il Counselor si dispone in accoglienza delle tematiche/problematiche emergenti dai membri del gruppo. In genere il Counselor fa precedere la costituzione di tali gruppi da momenti di colloquio individualizzati finalizzati alla comprensione del bisogno del cliente e alla focalizzazione della domanda emergente. Tali colloqui possono essere anche vere e proprie sessioni di counseling e l’inserimento del cliente nel gruppo potrebbe essere l’esito di un percorso e un passo intermedio verso il completo successo del supporto in Counseling fornito.     

La tecnica del Playback Theatre prevede che il soggetto narrante possa rivedere sulla scena la propria narrazione. L’attore in scena ha così occasione di vivere una nuova realtà nella relazione con l’altro è occasione per vivere, sperimentare e assumere una nuova posizione soggettiva. L’improvvisazione teatrale è occasione di sorpresa per il soggetto e in particolare nella dimensione più laboratoriale è strumento di osservazione delle caratteristiche relazionali dello stesso. 

Le numerose ricerche ed esperienze effettuate fino ad oggi hanno consentito di rilevare che l’azione di Counseling sia implicitamente contenuta nella possibilità che il soggetto narrante ha di osservare la scena narrata immediatamente messa in scena, ma soprattutto è evidente quanto il cambiamento sia promosso in coloro che “calcando” la scena sono spinti ad assumere funzioni e ruoli talvolta del tutto inediti. Illuminante l’esempio di una donna che da anni tende a subire la forza del compagno particolarmente aggressivo e ingerente nella sua vita e che sulla scena si ritrova a ricoprire il ruolo (che le viene assegnato dal narratore) di una persona libera e magari anche un po’ ribelle: è indubbio lo stimolo ricevuto che si descrive nella cosiddetta semi-realtà del palcoscenico che la invita ad uscire dalla consuetudine delle proprie assunzioni di ruolo e posizione presenti nella sua vita reale. 

Durante le scene il Counselor ha la facoltà di interrompere (come un fermo immagine) e di domandare quale sia lo stato d’animo di quell’istante sia a coloro che sono in scena che al narratore stesso, oppure di lasciar scorrere fino al termine della messa in scena, domandando poi al narratore cosa avesse osservato e come desiderasse eventualmente cambiare la scena. Narratore e attori sono quindi accompagnati creativamente  e spontaneamente a trovare nuove soluzioni, e reperire risorse percepite nella narrazione e magari non esplicitate dal narratore implementando quindi ampiamente la competenza empatica e di ascolto attivo. 

IL PLAYBACK THEATRE: L’ORGANIZZAZIONE, I FONDAMENTI E I CONTENUTI DEI MODULI

Modulo BASE di Playback Theatre

Consente di sperimentare il Playback Theatre, comprenderne i fondamenti e  assaporarne lo spirito.

E’ particolarmente indicato a tutti coloro i quali desiderano approcciarsi alla metodologia per poter scegliere con maggiore consapevolezza i percorsi successivi di approfondimento qui di seguito descritti. 

Prepara a:

–        il processo di costituzione di un gruppo,

–        giochi ed esercizi per la conoscenza dei partecipanti con modalità attive ed espressive. 

–        storia e sviluppo del Playback Theatre

–        il rituale

–        regole dell’improvvisazione ed esercizi per lo sviluppo della spontaneità

–        Esercizi e giochi di ascolto

–        Esercizi e giochi per lo sviluppo della creatività e spontaneità 

–        Il linguaggio del corpo

–        L’ascolto delle emozioni e messa in scena 

–        Le forme espressive brevi 

–        Le forme espressive narrative che consentono di mettere in scena storie di vita

–        Il livello archetipico e sociale delle storie

–        La conduzione dello sharing finale 

 

Modulo di PRIMO LIVELLO di Playback Theatre

Consente di raggiungere il livello internazionale riconosciuto come PRACTISE dal Center For Playback Theatre di New York a cui SIPT è affiliata di cui BECOME Persone in Divenire gestisce i corsi a Torino . 

Prepara a:

–        la presenza scenica

–        lo sviluppo dell’espressività 

–        esercizi teatrali 

–        essere performer: l’equilibro tra il sentire e l’efficacia in scena

–        public speaking/presence

–        fare una performance di Playback Theatre

–        l’uso della voce

–        il contatto con la dimensione emotiva

–        essere nel gruppo:  essere compagnia teatrale

–        tecniche di espressività efficace

Questo primo livello consente di acquisire competenze e capacità di improvvisazione attraverso le specifiche forme espressive del Playback Theatre e il suo rituale.

Attraverso questo percorso il Counselor in formazione si specializza come performer di Playback Theatre, in grado di accogliere le storie narrate dall’altro, di restituirle sul palcoscenico con capacità artistica ed espressiva, creatività e spontaneità. Il corso sviluppa l’ASCOLTO EMPATICO a 360°: verso se stessi, i compagni di palco, il narratore e il pubblico.

L’attore di Playback Theatre viene addestrato all’uso della voce, all’espressività corporea, all’improvvisazione teatrale secondo la metodologia specifica del Playback Theatre in quanto Teatro della Restituzione.

Il corso prevede formazione attiva in aula, 2 performance pubbliche annuali, sperimentazioni in aula e in strada (contesto estremamente stimolante), supervisione, 2 seminari intensivi residenziali anche con la presenza di trainers internazionali.

Modulo AVANZATO di Playback Theatre

L’Advanced Level consente al performer di approfondire le possibili applicazioni del Playback Theatre, ampliando competenze specifiche per aumentare l’efficacia della restituzione sul palcoscenico in ambito formativo, educativo, nelle situazioni di trauma, nelle celebrazioni e laddove vi sia una richiesta specifica di una committenza.

Durante la formazione viene posta attenzione al setting delle performance e ai fruitori, al percorso graduale che il pubblico necessita per creare le condizioni affinché possano essere narrate le storie di vita, passando da un piano privato ad uno sociale collettivo.

Il corso è orientato a fornire una strutturazione della figura del Conduttore di Performance e di compagnia, capace di progettare performance che rispondano ai bisogni dei destinatari e alla domanda della committenza, sostenendo sia il gruppo destinatario che la compagnia impegnata nella performance

Prepara a:

–    Advanced Skills

–    La conduzione e la progettazione delle performance

–    Essere leader professionista – La conduzione del gruppo/compagnia

–    Riconoscere e trattare il gruppo e la Comunità come strumento trasformativo

–    psico/socio dramma

E’ un percorso adatto a coloro che vogliono acquisire anche competenze nella conduzione di compagnie di Playback Theatre e di performance: include competenze utili alla relazione col pubblico, a intervistare il narratore e a condurre la compagnia in tutte le sue fasi. Il Playback Theatre diventa così uno strumento di lavoro per professionisti con l’obiettivo di SVILUPPARE le RISORSE della COMUNITA’, creare connessioni e sostegno nella rete. Il conduttore di Playback Theatre è in grado di creare grandi eventi e di lavorare con grandi gruppi. 

Modulo INTENSIVO ESTIVO di Playback Theatre (30 ore)

Si tratta del momento formativo che solitamente conclude l’anno accademico. È l’occasione per approfondire tematiche specifiche attraverso la presenza di formatori anche di calibro internazionale provenienti dalla rete del Playback Theatre mondiale, compresi i fondatori del metodo. 

La formazione viene di norma progettata a livello nazionale e condivisa con le altre sedi italiane della SIPT perciò vede la partecipazione di altri allievi e costituisce un momento di scambio e integrazione davvero preziosi. È una formazione che frequentemente viene integrata da altre discipline artistiche, tra le quali negli anni si sono avvicendate la danza sensibile, la Biodanza, La Danza movimento terapia, la Bio energetica, il canto e molto altro.

Durante l’intensivo oltre ai momenti formativi in sottogruppi, c’è lo spazio per performance in plenaria che hanno un alto valore formativo. In genere la formazione Intensiva estiva viene realizzata in luoghi in Italia che consentano il riunirsi di grandi gruppi e può essere sia di tipo residenziale che semiresidenziale.

Il TEATRO – L’APPROCCIO TEATRALE

Il teatro cosiddetto classico fornisce in se la cornice entro cui l’osservatore assume una funzione privilegiata. La parola Teatro etimologicamente rimanda proprio a colui che guarda, all’osservare. L’approccio teatrale del Counselor spinge e sostiene il cliente ad osservare se stesso attraverso l’azione teatrale mostratagli direttamente dagli altri partecipanti al gruppo in Counseling. A loro volta gli stessi rivivranno nel semi-reale del palcoscenico la narrazione potendo rivestire i panni di personaggi inediti. Questo approccio consente sia a chi narra che a chi è in scena di esplorare la complessa dimensione umana, che è per l’appunto il Soggetto del Teatro. Esso è espressione dell’inferno e il paradiso dell’umanità.

I laboratori teatrali sono uno spazio privilegiato dove osservare le risposte emotive del organismo e coinvolgere la persona nella sua globalità. 

Le EMOZIONI sono al centro di una costante ricerca artistica e personale, che porta e definirle flussi che coinvolgono gli individui nel loro essere in relazione con il mondo. Vivere significa essere attraversati da correnti emotive, che il corpo sempre esprime, divenendo così corpo emotivo-espressivo.

Questo meraviglioso corpo emotivo-espressivo è il soggetto del fare teatro, che accompagna nello scoprire e nell’esprimere nell’incontro con l’altro lo sviluppo della ricchezza emotiva del cliente.

Il Teatro è dunque esplorazione del mondo percettivo, è l’occasione per imparare a destreggiarsi nei ruoli e così spostare la propria posizione, è anche utopia, indispensabile voce per combattere il nichilismo.

“Vivere significa essere attraversati da correnti emotive che il nostro corpo sempre esprime, divenendo così corpo emotivo-espressivo. La relazione corporea è quindi il contesto privilegiato in cui esperire e conoscere le emozioni. Scoprendo le fatiche dell’incontro, è possibile sviluppare una consapevolezza emotiva che ci permette di migliorare la qualità della vita.” Franca Bonato – Manifesto di Educazione Emotiva

GLI ACTION METHODS – L’APPROCCIO MORENIANO

Gli ACTION METHODS si rifanno al Pensiero di J.L. Moreno, ideatore dello psicodramma e del sociodramma: forniscono l’approccio metodologico nella conduzione del gruppo. Essenziale nel percorso formativo del gruppo è l’azione delicata e profonda che, attivata tramite differenti tecniche e forme teatrali, come esercitazionigiochi formativi, role-play e sociometrie, mira a coinvolgere la singola persona, creando un’adesione spontanea e una forte sinergia collaborativa tra i partecipanti. In particolare il metodo moreniano, per la grande attenzione alla realtà sociale, ai processi di gruppo, alle problematiche legate al ruolo e all’apprendimento spontaneo e creativo, è particolarmente indicato nella formazione “di” gruppo e “del” gruppo. Per forme teatrali si intendono quelle azioni e esercitazioni incentrate sul guardare, ovvero azioni rappresentative semplici incentrate sullo sviluppo dell’osservazione, sulla restituzione che il soggetto che osserva può offrire a coloro che attraversano l’esperienza e quindi sull’implementazione della competenza dell’ASCOLTO nelle sue prevalenti declinazioni: l’ascolto attivo e l’ascolto empaticoSpontaneità e creatività sono i fondamenti attraverso cui creare un clima disteso, accessibile da tutti, costituito da spazi di leggerezza e giocosità che consentono una partecipazione anche a chi normalmente nei gruppi è maggiormente in difficoltà a manifestarsi. 

Gli Action Methods di matrice Moreniana si basano su modalità e tecniche che valorizzano le funzioni di doppio, specchio, assunzione e inversione di ruolo, rispecchiamento e incontro. Esse permettono di dare dignità e valore alla soggettività, legittimano l’esistenza e il riconoscimento delle emozioni più difficili da comunicare e attivano la condivisione profonda, consentendo un confronto tra auto ed etero percezione. 

I metodi attivi utilizzati da BECOME Persone in Divenire privilegiano la dimensione ludica, corporea ed espressiva e incoraggiano l’esplorazione di parti di sé spesso inespresse nella quotidianità. Inoltre, mediante alcune tecniche caratteristiche dei metodi attivi (la sociometria, le tecniche dello specchio e del doppio) si potrà giungere ad una conoscenza di sé e degli altri immediata e diretta. 

La costruzione della scena e l’assunzione del ruolo permettono alle persone di assumere intenzionalmente un ruolo talvolta anche non consueto, avendo così accesso alle molteplici possibilità di relazione e alle molteplici emozioni, permettendo “un altro punto di vista”. L’azione delicata e profonda che mira a coinvolgere la singola persona, crea un’adesione spontanea e una forte sinergia collaborativa tra i partecipanti. In particolare il metodo moreniano si fonda sull’apprendimento spontaneo e creativo. In un contesto fondato proprio su questo il soggetto è istintivamente e autonomamente spinto e orientato a reperire visioni alternative della propria vita individuando risorse spesso sorprendenti.

A completamento della metodologia di matrice moreniana cui fa riferimento il COUNSELOR ESPRESSIVO TRASFORMATIVO INTEGRATO A INDIRIZZO RELAZIONALE vanno considerate la Sociometria e il Sociodramma.

La sociometria è  l’insieme delle tecniche che consentono una rilevazione e un intervento sulle relazioni nei gruppi. Attraverso la sociometria il gruppo può riconoscere le proprie appartenenze interne e consentire al singolo di introdursi nella costituzione di nuovi legami e quindi nella costituzione stessa del gruppo. 

Con l’ attività sociodrammatica è possibile far emergere le dimensioni culturali, sociali e valoriali del gruppo fondamentali per comprendere la posizione di ciascuno e la ridefinizione dell’identità e degli obiettivi condivisi del gruppo stesso.

INDIVIDUAL DEVELOPEMENT

Un originale approccio metodologico alla relazione di aiuto e al sostegno individualizzato che fonda le proprie basi sull’approccio umanistico, sulla neuroscienza e sull’approccio quantistico. Il Counselor Espressivo Trasformativo utilizza fondamenti secondo cui la vita è vista come un palcoscenico sul quale si incontrano ruoli e personaggi e la scena può essere sempre trasformata e cambiata. Il percorso formativo addestra a sostenere il cliente nel fare chiarezza sulla propria posizione e ruolo e a trovare le risorse per lo spostamento necessario. Il palcoscenico della vita non è ovviamente inteso come il luogo attraverso cui mostrarsi, ma come lo spazio vitale nel quale il soggetto è protagonista e spettatore dei propri vissuti e di ciò che accade, in relazione con gli altri attori, andando progressivamente verso un ruolo attivo e armonico, nello sviluppo dei propri desideri. Il percorso che parte dall’accoglienza e definizione della domanda del cliente giunge a individuare le strategie migliori per sostenere le risorse individuali per la soluzione di problematiche concrete della vita quotidiana e il raggiungimento degli obiettivi connessi.

L’approccio metodologico di BECOME Persone in Divenire mette infatti in luce le potenzialità del soggetto che viene inteso come portatore di risorse rispetto alle quali è sostenuto affinché vengano espresse. La relazione professionale col cliente è basata sugli approcci educativi di Carl Rogers, padre del Counseling che vengono sviluppati all’interno di un corso che conduce il formando ad una acquisizione di competenze orientate ad una piena efficacia nel sostegno del cliente. Il Counselor affianca il cliente nelle decisioni che esso deve prendere sia nella vita privata che in quella professionale, educa al completo utilizzo delle risorse di cui è portatore e sostiene nella soluzione di problematiche concrete della vita quotidiana. Il Counselor è specializzato nell’ascolto della domanda e riceve un addestramento utile a sviluppare la capacità di indirizzare il cliente ad altri professionisti capaci di farsi carico adeguatamente del caso. Collabora con altre figure professionali ed è orientato alla collaborazione multidisciplinare. 

Durante il percorso si acquisiscono originali e innovative tecniche che BECOME Persone in Divenire integra:

–    visualizzazioni

–    tecniche di respiro orientate allo sviluppo percettivo

–    contatto corporeo ed espressivo

–    tecniche di comunicazione efficace

–    efficaci role play

–    tecniche artistiche (colori, creta…)

–    mappe

–    scrittura creativa

INDIVIDUAL DEVELOPMENT è sviluppato in Moduli e consente di apprendere dalle basi fino al consolidamento della professionalità tutte le tecniche e le metodologie proprie dei riferimenti BECOME Persone in Divenire orientate al supporto individualizzato. 

INDIVIDUAL DEVELOPEMENT Modulo BASE: è il livello che consente i primi approcci al modello di sostegno individuale secondo i principi di BECOME Persone in Divenire

Prepara a: 

–        Esercizi sul respiro  

–        Utilizzo del modello VAK

–        La posizione del Counselor nella Relazione col cliente

–        L’identificazione della domanda 

–        La definizione del Contratto

INDIVIDUAL DEVELOPEMENT Modulo AVANZATO: è il livello che consente di sostenere il colloquio e attivare procedure di sostegno personalizzate declinate secondo le esigenze del cliente.

Prepara a:

–        Utilizzo delle ARTI TRASFORMATIVE nel sostegno individualizzato e di coppia 

–        L’utilizzo degli Action Methods di matrice moreniana (da Jacob Levi Moreno ideatore dello Psicodramma e Sociodramma)

–        L’utilizzo delle Visualizzazioni 

INDIVIDUAL DEVELOPEMENT Modulo PRO: è il modulo che porta il Counselor ad essere professionale. Si tratta del livello che consente di sviluppare anche la parte imprenditoriale oltre che approfondire quella relativa all’approccio col cliente. 

Prepara a:

–        Applicazioni dell’approccio quantististico/energetico

–        La definizione delle Partnership

–        Il Marketing professionale

GROUP BUILDING - L’ARTE DI CONDURRE GRUPPI

Le professioni d’aiuto oggi sono particolarmente diffuse. Il panorama offre numerosi modelli operativi rivolti alle persone in difficoltà e in generale alle persone che desiderano una evoluzione personale. 

La ricerca del miglioramento dei parametri vitali a tutti i livelli, richiede spesso alle persone di rivolgersi a professionisti di molti settori capaci di ottenere con efficacia in un approccio “olistico” i risultati attesi, pertanto  l’utilizzo di metodologie innovative capaci di andare oltre le consuete e più diffuse modalità operative è diventato una necessità imperativa.

Le teorie e le sperimentazioni sul funzionamento della mente sono oggi molto avanzate. Sappiamo bene che trovare l’equilibrio tra l’emisfero destro e quello sinistro consente alle persone di raggiungere risultati che spesso sono sorprendenti.

BECOME Persone in Divenire ha fatto numerose ricerche che si fondano sulla ricerca dell’equilibrio tra gli elementi cognitivi e quelli creativo/emotivi, definendo e ridisegnando un approccio metodologico che armonizza non solo la parte teorica con quella pratica, ma si spinge oltre, sviluppando le competenze legate all’apprendimento del soggetto, unendo l’elemento emotivo e relazionale all’esperienza diretta. Con questo approccio il gruppo diviene l’ambito in cui il soggetto singolo trova le proprie risorse, supera i propri vincoli, impara a valorizzare i limiti e a farne il motore per il raggiungimento degli obiettivi dell’intero gruppo e contemporaneamente il gruppo sostiene il singolo (elemento fondamentale per l’esistenza del gruppo stesso) nella sua evoluzione.  

GROUP BUILDING si snoda anch’esso su tre livelli (MODULI) distinti e coniugati in una continuità formativa.

–        Modulo BASE 

–        Modulo AVANZATO 

–        Modulo PRO 

Ogni  MODULO è organizzato in 22 ore di docenza diretta.

GROUP BUILDING si connota come offerta formativa all’interno del Corso di Counseling unica e originale di conduzione gruppale, offrendo sia al professionista nuovi stimoli integrati da un approccio sostenuto da un profilo etico e metodologico innovativi, sia al neofita le basi fondamentali per la gestione e conduzione di gruppi a tutti i livelli. E’ un percorso per acquisire competenze e strumenti per la conduzione di gruppi con metodologie attive e trasformative. Offre i fondamenti di un compendio metodologico attraverso cui il conduttore di gruppi acquisisce abilità nel consentire a ciascuna persona di riconoscersi nella propria individualità all’interno di un gruppo e contemporaneamente sentirsi parte del gruppo stesso, in un equilibrio virtuoso. 

Attraverso l’esperienza diretta e forme di attivazione e coinvolgimento che mettono in luce la parte cognitiva, affettiva e relazionale della persona e del gruppo, viene innescato un processo trasformativo che permette ai membri del gruppo di divenire artefici del continuo svelamento delle proprie specificità, delle risorse e di innumerevoli possibilità creative.

Il gruppo, così concepito diventa squadra capace di valorizzare le differenze e specificità di ognuno, in un clima di non giudizio e di collaborazione. 

La metodologia usata, un insieme integrato di 

·       Giochi

·       esercitazioni 

·       originali role-play 

·       sociometrie

·       attività espressive ed artistiche che aumentano la creatività del GRUPPO recuperando laddove necessario l’essenza del “team” nell’efficacia nel raggiungimento dell’obiettivo, nel pieno rispetto della storia del singolo e del gruppo.

La costruzione e consolidamento del gruppo con le tecniche di GROUP BUILDING va poi oltre l’obiettivo produttivo perché scopre ed esperisce elementi di benessere che facilitano la produttività stessa. La particolare struttura di conduzione del Counselor addestrato nel GROUP BUILDING consente una adeguata risposta ai bisogni di gruppi quali le famiglie, gruppi informali, gruppi non professionali in genere.

In ogni modulo di GROUP BUILDING il corsista avrà l’opportunità di condurre direttamente le esercitazioni così da sperimentare su di se le attitudini da valorizzare o le eventuali resistenze da superare. I questo l’essenza formativa fondamentale dell’approccio codificato da BECOME Persone in Divenire.

La formazione prepara a sviluppare tutte le fasi della vita del gruppo secondo una gradualità che prevede le seguenti fasi:

–        L’Accoglienza

–        La costituzione del gruppo

–        La definizione degli obiettivi micro e macro per il singolo e per il gruppo

–        La definizione del contratto di gruppo e individuale (patto)

–        Lo sviluppo degli obiettivi

–        La verifica e lo sharing finali

GROUP BUILDING Modulo BASE: consente di acquisire delle competenze di base per l’avvio di gruppi nei diversi contesti. 

Il MODULO BASE prepara a:  

–        L’approccio trasformativo al gruppo 

–        L’accoglienza e la costituzione di un gruppo

–        L’utilizzo delle sociometrie di base e giochi per la conoscenza dei partecipanti

–        La conduzione del gruppo con BECOME Methods 

–        La raccolta e la definizione degli obiettivi, la definizione del contratto

–        La costruzione di un clima di accoglienza e non giudizio attraverso giochi ed esercizi trasformativi 

–        La gradualità nelle proposte del conduttore: la definizione della scaletta di conduzione 

–        Identificazione degli stili di conduzione+-

–        La conduzione dello sharing

GROUP BUILDING Modulo AVANZATO: consente di acquisite competenze sulla conduzione di gruppi per il raggiungimento di obiettivi specifici, differenti per i diversi contesti

Il MODULO AVANZATO prepara a: 

–        Sociometrie e attività per la valutazione del percorso individuale di ciascun partecipante 

–        Il processo metodologico: teorie e riferimenti

–        L’emozione come strumento di scoperta 

–        L’utilizzo del Cerchio come strumento di relazione

–        Conduzione di esercizi e giochi per lo sviluppo della spontaneità e creatività  

–        Conduzione di attività artistiche: la pittura

GROUP BUILDING Modulo PRO: consente di acquisire competenze per accompagnare i singoli individui, parte di un gruppo, al riconoscimento delle proprie risorse e alla costruzione di relazioni efficaci. Inoltre consente di sviluppare competenze sugli aspetti creativi investendo sulla parte più espressiva dei soggetti. Vengono trasmesse metodologie semplici ed efficaci per consentire all’emisfero destro del cervello di lavorare in piena libertà, limitando la parte sinistra che tende al controllo e alla programmazione. In questo modo diventa dunque possibile approfondire su quegli aspetti che permettono ai gruppi di sentirsi come un’entità unica e speciale. 

Il MODULO PRO prepara alla conduzione di:

–        Esercizi teatrali e di improvvisazione per lo sviluppo della creatività, spontaneità, capacità empatica e di ascolto

–        Arti trasformative: creta, utilizzo di materiali di recupero

–        Attività per la verifica del raggiungimento degli obiettivi definiti all’inizio

–        Modalità per la definizione del proseguimento del processo attivato

L’APPROCCIO OLISTICO

BECOME Persone in Divenire fa riferimento all’approccio umanistico, sistemico ed energetico. L’uomo considerato nella sua interezza, possiede una naturale spinta alla trasformazione con la capacità di superare difficoltà e momenti critici. Le capacità di ciascuno sono però ostacolate o agevolate da limiti o sostegni derivanti dall’interazione con l’ambiente, perciò prendere in considerazione la piena esperienza umana significa riconoscere e utilizzare al meglio le risorse e sostegni presenti nel proprio contesto così da superare i limiti e le credenze limitanti sia individuali che collettive. Vengono pertanto integrate nella formazione sessioni che consentono lo sviluppo di un approccio quantistico, una apertura alle Neuroscienze, cenni di esercizi di Bio-Energetica, esperienze di Danza Sensibile e di Bio-Danza e di Yoga al fine di offrire uno sviluppo di una forte consapevolezza e una importante capacità critica nel Counselor professionista.

BECOME Persone in Divenire ha focalizzato un approccio che vede sostanzialmente l’integrarsi elementi di

– APPROCCIO BIO-SITEMICO

– APPROCCIO alla MEDICINA DELL’ESSERE o MEDICINA QUANTISTICA

– APPROCCIO ENERGETICO SPIRITUALE

– APPROCCIO PSICO- DINAMICO

– APPROCCIO ARTISTICO – LE ARTI CREATIVO/TRASFORMATIVE

– APPROCCIO YOGICO

L’APPROCCIO BIOSISTEMICO - LA BIO-SISTEMICA

Durante il triennio vengono forniti cenni di Bio-sistemica per integrare l’approccio olistico e declinarlo secondo una mediazione corporea. Gli allievi Counselor non acquisiscono quindi tecniche di Bio-sistemica ma ampliano la visone olistica dell’essere umano concepito come insieme, come sistema biologico. 

Liberamente tratto del modello illustrato dall’Associazione Meta Morfosi (partner di BECOME Persone in Divenire):

il modello teorico Bio-sistemico si basa sull’idea che ci siano processi fisiologici inconsapevoli che sono alla base delle difficoltà emotive e che questi processi fisiologici debbano essere trasformati. Ci si riferisce alle dinamiche del sistema limbico, considerato il “cervello emozionale” da Paul McLean, ed a tutti i processi cerebrali al di sotto di questo livello subcorticale, che partecipano alla vita esperienziale e comportamentale, ma il cui funzionamento non è direttamente collegato alle aree della coscienza.

La cosiddetta “radice organica” definita nell’ambito bio-sistemico, influenza i processi corporei inconsapevoli che si trovano al di fuori del regno della coscienza. In bio-sistemica, specifiche tecniche, che coinvolgono anche un differente uso del linguaggio, mobilitano e trasformano tali processi fisiologici inconsapevoli, congiuntamente a quelli accessibili alla coscienza, con il preciso obbiettivo di riconnettere i livelli organici profondi con il territorio della parola e dei significati. (Gerald Edelman)

Le radici biologiche dei nostri processi emotivi, vengono comprese secondo i concetti di numerosi ricercatori, tra cui due sono cruciali per la sostanza del modello: Henri Laborit dimostra che un’inibizione prolungata dell’azione crea una serie di squilibri psicofisiologici che possono condurre gradualmente la persona verso uno stato di disagio e patologia psichica e/o fisica. Quando lo squilibrio diventa cronico abbiamo infatti la soppressione dell’adrenalina ed un anormale innalzamento dei corticosteroidi e della noradrenalina (tutti “ormoni dello stress”), e questo giustifica i metodi di “attivazione” dell’approccio Bio-sistemico. Analogamente, dal punto di vista psicologico e comportamentale, assistiamo all’instaurarsi di un quadro clinico dove ansia e depressione rappresentano le derive psichiche del soggetto. 

La ricerca di Ernst Gellhorn ha dimostrato che le componenti simpatiche e parasimpatiche del sistema nervoso autonomo (SNA) devono lavorare in alternanza al fine di mantenere in salute l’organismo. Quando condizioni di stimolo creano disturbo nel SNA in modo tale che quest’alternanza si perda e venga sostituita dalla scarica “simultanea” di entrambi i sistemi, si osserva mancanza di coordinazione a livello psicologico e disagio emozionale.

Nell’emozione si riflette lo squilibrio funzionale descritto da Gellhorn, dato che la persona non riesce più a riconoscere, esprimere e soprattutto regolare i propri stati emotivi con la conseguente sensazione di agitazione, angoscia, congelamento, dolore somatico, ecc.

L’emozione è infatti il sistema risultante dall’interdipendenza degli elementi che lo costituiscono, ovvero pensieri, azioni e sensazioni: ogni disturbo emotivo, quindi, è segno di disconnessione tra questi tre livelli, e possiamo perciò affermare che ogni patologia ha alla base un nodo emozionale.

Anche la teoria Sistemica fornisce numerosi contributi all’approccio Bio-sistemico. Essa aiuta ad integrare processi fisiologici complessi a livelli diversi di specificità molecolare, tissutale, organico, ed a scoprire le loro interconnessioni con campi differenti nelle funzioni mentali: logico-verbale, immaginativo-visivo, ecc. Permette di connettere tra loro processi di natura diversa in unità complesse di ordine superiore.

Un contributo della teoria Sistemica è la nozione che i processi fisici e fisiologici sono dovuti alla interazione dei sottosistemi semi-autonomi. Ciò significa, a livello psicologico, che le sensazioni corporee, le emozioni, le funzioni cognitive, le funzioni percettive, l’immaginazione visiva, le espressioni non verbali, e così via, sono tutti sistemi funzionali che devono svilupparsi, ognuno a proprio modo. 

Il disagio, la sofferenza o la patologia vera e propria sono frutto della mancanza di regolazione dei sottosistemi: compito del terapeuta è quindi quello di ricostruire le connessioni tra i sottosistemi, coinvolgendoli e utilizzandoli.

Non sarà quindi un’intuizione o una particolare rivelazione emotiva che potrà sbloccare uno stato di difficoltà, ma tutti i sottosistemi dovranno essere portati ad un’interazione funzionale affinché ci sia un completo sviluppo mente-corpo della persona. Nella disciplina bio-sistemica il processo terapeutico viene portato avanti in modo tale da favorire l’emergenza di molteplici sistemi psicofisiologici della persona. 

Da queste considerazioni derivano le tecniche specifiche di intervento che si caratterizzano per livelli crescenti di complessità e che si applicano in maniera “aperta”, senza cioè che effetti o conclusioni siano presupposti. Per l’approccio sistemico tutto ciò che libera la conoscenza e sblocca l’immaginazione è il benvenuto: esso si immagina aperto, come i sistemi che studia.

Compito del terapeuta Bio-sistemico è allora quello di aiutare il paziente a “riparare” le proprie lacerazioni; il lavoro assomiglia all’attività di un sarto, ad un’opera costante di ricucitura, basata su una delicata attenzione affinché’ tutti i materiali clinici siano sempre in co-evoluzione sincronica: affinché’ la mobilizzazione corporea sia coerente con la capacità cognitiva di comprensione, e affinché’ il tutto sia sempre vissuto all’interno di una relazione terapeutica sicura. Occorre quindi una grande cura dell’atmosfera relazionale, per il fatto che le condizioni di sicurezza sono il fattore terapeutico da cui non possiamo prescindere.

E’ così possibile riflettere ed intervenire non solo sui processi individuali ma anche su livelli più complessi, come le relazioni familiari, o quelle professionali, fino a trattare questioni riguardanti gruppi, comunità e organizzazioni. Questo è un aspetto originale del modello: l’approccio bio-sistemico consente infatti di intervenire in contesti di coppia e di gruppo con un modello psicocorporeo che permette di leggere la maggiore complessità dei fenomeni relazionali e di organizzazione, con strumenti che connettono gli elementi verbali allo scenario globale fatto di movimenti, posture e vissuti corporei.

L’APPROCCIO QUANTISTICO - LA MEDICINA DELL’ESSERE - MEDICINA QUANTISTICA

Durante il percorso formativo sarà possibile approcciarsi ai fondamenti della cosiddetta Medicina Quantistica di cui una descrizione tratta dal sito del Dott. Stefano Gay che ne curerà le docenze allo scopo di consentire un ampliarsi del panorama e permettere un puntuale discernimento delle applicazioni terapeutiche da quelle relative più correttamente e propriamente al Counseling.

Le basi della Medicina Quantistica originano dalle teorie della Fisica Contemporanea, sostenuta dalle scoperte di illustri uomini di scienza quali Werner Heisenberg (Premio Nobel per la Fisica nel 1932), Albert Einstein (Premio Nobel per la Fisica nel 1921), James Clerck Maxwell (padre dell’Elettromagnetismo), Jacques Monod (Premio Nobel per la Medicina nel 1965) e molti altri. L’HeartMath insitute Americano studia da tempo il campo magnetico del cuore come potente strumento per riportare in equilibrio la persona. La Medicina dell’Essere ne vuole approfondire le implicazioni pratiche.

La Medicina dell’Essere parte del presupposto fondamentale che l’essere umano è costituito da un’unica essenza a sua volta composta da tre inseparabili realtà: un sistema organico, un sistema psichico e un sistema energetico, quest’ultimo alimentato dal campo magnetico del cuore.  La coesione e la sinergia di queste tre realtà è il fulcro della Medicina dell’Essere che pone al centro del suo studio l’Essere Umano in ogni sua parte.

Mentre la manifestazione finale di una malattia, con i sintomi acuti o cronici è il campo limitato della medicina tradizionale, la medicina quantistica  si pone l’obiettivo di comprendere quale sia l’origine reale di una malattia psicosomatica e perché sia apparsa proprio in un determinato momento della vita della persona.
Partendo dal presupposto che il corpo umano è costituito da materia ed energia, due parti assolutamente legate tra loro, ha identificato così la vera origine  nel campo energetico che avvolge l’intero corpo umano. Tale campo origina da frequenze vibratorie espresse dal DNA con precisi effetti biologici. La fisica quantistica ha dimostrato che il campo energetico dell’individuo è mantenuto da uno stretto equilibrio tra pensieri (consci ed inconsci) ed emozioni della persona stessa. Inoltre ha visto che la coscienza insieme ai pensieri e le emozioni  comunicano con gli organi del corpo umano attraverso il cervello, il sistema nervoso e gli ormoni che la medicina energetica chiama chakra, meridiani o nadi ridefinendo in modo scientifico moderno ciò che tradizioni orientali sostengono da migliaia di anni

Le malattie psicosomatiche possono nascere dunque dalla parte più profonda di noi  per una disarmonia che si evidenzia anche nel sistema energetico della persona e che in un secondo momento arriva ad alterare il corpo umano.

Attraverso una sana alimentazione, con schemi comportamentali e attitudini corrette nella vita della persona, il processo di ritorno al benessere sarà di conseguenza ripristinare il corretto equilibrio energetico e vitale della persona così che anche il corpo umano possa tornare con maggior facilità alla completa e definitiva salute.

Come lavora la medicina dell’essere:

Dopo aver compreso il significato di un disturbo psicofisico utilizzando i principi della BioPsicosomatica, il terapeuta  tramite le tecniche della medicina quantistica accompagna il paziente a riequilibrare il campo energetico ed eventuali blocchi (dette “forme pensiero” )  nell’ambito sociale, familiare o lavorativo che non sono più utili al normale processo evolutivo della persona e che ne impediscono la libertà ed eventualmente la salute. 

L’APPROCCIO ENERGETICO-SPIRITUALE

Verranno fornite basi che consentano di ampliare l’orizzonte delle conoscenze umanistiche, declinate in chiave antropologica. Attraverso alcuni spunti e connessioni inter-disciplinari l’allievo Counselor avrà l’opportunità di avvicinare l’approccio energetico-spirituale. Esso si occupa innanzitutto del riconoscimento e percezione dei due pilastri dell’Energia, secondo una chiave di interpretazione sciamanico-olistica: Qualità e Quantità. Lo Sciamanesimo (o Sciamanismo, come lo chiama il pioniere di questo genere di studi: Mircea Eliade, storico delle religioni, antropologo, filosofo, orientalista, mitografo, saggista e accademico rumeno) è la forma di spiritualità più antica sviluppata dall’Uomo: si ritrovano esperienze comuni in culture assai differenti e lontane tra loro, nello spazio e nel tempo (dalle regioni del Nord-Est, Siberia e popolo dei Tungusi – da cui deriva il termine “sciamanesimo” stesso, al Nord – indiani d’America – al Centro America – sciamanesimo Tolteco ad esempio, oggi più che mai esplorato e conosciuto anche in Occidente –, Sud America – sciamanesimo dell’Amazzonia, da decenni studiato in situ da eminenti sociologi e antropologi –, per non parlare delle forme sciamaniche africane oppure orientali del Sud-Est asiatico o degli Aborigeni australiani). Esiste anche un orientamento spirituale che permea la nostra cultura occidentale di cui siamo poco consapevoli, uno sciamanesimo “celtico” e in generale nordico, dunque autoctono nel Nord Italia, che lentamente, nonostante l’impronta della romanizzazione e della Chiesa cattolica, volte a estirpare in Europa ogni traccia di “paganesimo”, sta riaffiorando. Tutte queste forme di sciamanesimo hanno un nocciolo esperienziale comune, essenziale, che oggi viene chiamato Core shamanism, e princìpi energetici ben assimilabili e spendibili nel quotidiano per l’uomo “urbanizzato” moderno. L’essere umano viene considerato come un campo di energia – teoria peraltro confermata dalle moderne acquisizioni della fisica quantistica – e non solamente come un “corpo fisico inerme”, dotato di intelletto, sentimenti ed emozioni. Con l’approccio energetico si impara a riconoscere innanzitutto in sé stessi la distinzione tra Qualità e Quantità, e successivamente a percepire l’altro secondo questa chiave di lettura. Attraverso tecniche di meditazione e “non mente”, legandosi alle Leggi esoterico-sciamaniche dell’Intento (una sorta di Rete metafisica ma reale che tutto lega, su tutti i piani di Realtà), il praticante del Metodo energetico impara a mappare il proprio campo energetico (lasciando affiorare intuizioni e immagini dal profondo) ed il campo altrui, all’uopo. In uno stato meditativo di sospensione del ragionamento analitico, o “non mente”, legandosi all’Intento di Conoscenza, il praticante riceve informazioni esatte sullo stato energetico suo o altrui (il cosiddetto Vedere, o Sentire), da decodificare qualora si tratti di immagini archetipiche, ma reali ed oggettive. Una via della Conoscenza – non mentale razionale intellettuale – foriera di sorprese e scoperte inaspettate.

Discorso simile merita l’esperienza della Meditazione guidata. In uno stato di “non mente” si imparano a canalizzare intuizioni ed immagini da raccontare e narrare “in presa diretta” a un potenziale pubblico di “fruitori-viaggiatori”; qualora invece la meditazione guidata venga ricevuta, ascoltata, si impara a sospendere il giudizio (la cosiddetta greca epoché) e il flusso di dialogo interno, mentale, e a connettersi al Corpo energetico, ricevendo così informazioni, intuizioni, canalizzazioni dal Regno del profondo. Secondo la chiave di lettura tolteca abbiamo due stati di Attenzione: stato ordinario di coscienza (o Prima attenzione, quella con cui ci identifichiamo comunemente costantemente), e stato profondo di coscienza (o Corpo del Doppio energetico, o Seconda attenzione, attraverso cui riceviamo informazioni o “poteri” da una dimensione altra). Talvolta si possono anche ricevere in Meditazione guidata delle vere e proprie guarigioni o intuizioni esatte su cosa fare e come risolvere situazioni complesse di vita reale. 

Attraverso l’approccio energetico-sciamanico, possiamo in definitiva fruire di strumenti assolutamente utili per migliorare la nostra Vita e quella delle persone connesse a noi in Rete.

L’APPROCCIO PSICO-DINAMICO

L’approccio psico-dinamico fonda le proprie radici sulla psicologia sociale, intesa qui come la via principale allo studio dell’interazione sociale. Nella psicologia sociale il gruppo ha una propria identità sociale che necessita di una fase di costituzione, frutto del riconoscimento delle singole individualità le quali, espresse, consentono la creazione di legami. La vita di un gruppo è dinamica: ogni individuo è fonte di azioni che modificano le altre persone e il gruppo, nello stesso tempo la sua azione viene a sua volta modificata dalle azioni e reazioni altrui, secondo il principio dell’interdipendenza. La struttura di un gruppo quindi si modifica di continuo per i cambiamenti dei soggetti stessi e delle relazioni che si creano. Il gruppo consente di vivere esperienze di relazioni e di riflettere sulle stesse, acquisendo maggiore sensibilità e percezione di sé e degli altri.

In quest’ottica va portata attenzione ai fondamenti della PSICOLOGIA UMANISTICA, ispirata al contributo di Carl Rogers, che considera l’essere umano un organismo bio-psico-sociale, in una visione olistica dell’esperienza umana. Ogni comportamento nasce dal bisogno di crescita e di affermazione, l’equilibrio personale, continuamente ricercato, si genera dall’autostima. L’orientamento umanistico sostiene la “positività” e la “saggezza” di ogni persona che se accettata, ascoltata empaticamente e sostenuta adeguatamente è in grado di individuare, in modo autonomo, le strategie per raggiungere il benessere. Il cambiamento di ciascuna persona viene promosso attraverso un addestramento che promuove un processo autonomo di analisi e risoluzione dei problemi, riconoscendo e valorizzando la propria unicità. 

L’APPROCCIO ARTISTICO - LE ARTI CREATIVO/TRASFORMATIVE

Le teorie e le sperimentazioni sul funzionamento della mente sono oggi molto avanzate. Sappiamo bene che trovare l’equilibrio tra l’emisfero destro e quello sinistro consente alle persone di raggiungere risultati che spesso sono sorprendenti. Per questa ragione le attività proposte dal Counselor Espressivo Trasformativo tendono a stimolare l’emisfero destro riconosciuto come centro delle attività creative ed emotive, al fine di sfruttare tale dimensione espressiva in senso più cognitivo e permettere al cliente di assumere decisioni in rapporto alla propria vita.

L’APPROCCIO YOGICO

L’approccio che verrà trasmesso attraverso alcuni fondamenti di Yoga si fonda su alcuni aspetti secondo i quali il cervello veicola i contenuti della coscienza tramite la formazione di circuiti neurali che sono la base di pensieri ed emozioni.

Pensieri, emozioni, ricordi ripetuti rendono persistenti i circuiti neurali su cui si basano, che una volta stabiliti si attivano automaticamente.

Quando pensieri, emozioni , ricordi svaniscono, svaniscono anche i loro circuiti neurali.

Cambiare contenuti mentali richiede il faticoso lavoro di eliminazione dei vecchi circuiti neurali già consolidati e la formazione di nuovi.

Il cervello è un organo molto plastico e si modifica attraverso l’esperienza.

Lo Yoga è in grado di aumentare la plasticità neurale, ampliando così le capacità della mente attraverso un processo di gnosi, ossia di conoscenza ed esperienziale, ossia di sperimentazione su se stessi del processo stesso. Corpo e mente uniti attraverso le sensazioni per maturare consapevolezza di se a partire dal propria essenza.

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