Laura Gay

28 Febbraio 2019

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L’IMPORTANZA DI CRESCERE UN ESSERE UMANO

L’IMPORTANZA DI CRESCERE UN ESSERE UMANO

Ti avviso che userò parole un po’ forti.

Cosa distingue un Umano da un Essere Umano? Naturalmente l’attributo Essere mi risponderai tu.
E quindi? Quali sono gli attributi che compongono un Umano e quali lo trasformano in Essere Umano?

Voglio semplificare le cose paragonandoci ad una torta. Apparentemente è composta da due parti, una esterna ed una interna.
Quella esterna, la crosta, le da una forma, un colore caratteristico, spesso viene decorata ed è la parte più visibile. Attraverso la crosta e le decorazioni puoi capire se sarà una torta paradiso, una sacher o un plum cake.

Scelta la torta decidiamo quindi di tagliarne un pezzo. Qui potrebbero arrivare le sorprese. Il ripieno potrebbe essere completamente diversa da ciò che ci stavamo aspettando. La farcitura interna potrebbe nacondere sapori, colori, magari pezzi di frutta e canditi che non ci saremmo aspettati.

Ci sono altri due elementi invisibili di una torta, di cui potremmo dimenticarci, perchè attirati dal risultato, da ciò che vediamo e dalla voglia di assaggiarne un pezzo.
Questi elementi sono la ricetta e la cura dello chef. La prima è la serie di informazione che ha permesso alla torta di essere come la vediamo. Quelle giuste quantità di ingredienti e correttezza nei passaggi che permette alla torta di crescere in forno, non rimanere floscia, non fare bolle che esplodono, essere dolce invece che salata, essere morbida invece che un mattone. L’altra è l’abilità dello chef nel mettere insieme gli ingredienti, sapendo aggiungere anche un pizzico di fantasia qua e la e seguendo la preparazione fino a quando la torta non sia pronta da presentare in tavola.

Credo che ormai avrai capito dove voglio arrivare, ma quello che dico potrebbe riservare delle sorprese, quindi seguimi ancora un po’.

L’Umano è composto dai primi due elementi, quelli visibili, quelli assaggiabili e toccabili con mano. Il genitore che prenda in considerazione solo questi due elementi sta crescendo un cucciolo di Umano.
Una sorta di contenitore che si riempie di nozioni, apprese a scuola, dalla società, in famiglia, tanto per riempire, tanto perchè in un modo o nell’altro la torta verrà lo stesso. Matematica, inglese, storia, esperienze ed emozioni non assimilate, lasciate passare e magari non comprese, scopi non chiari. Una torta creata solo per essere mangiata, per riempire un vuoto nello stomaco. Il destino dell’Umano è quello di far parte di un meccanismo perverso al cui interno vive senza farsi domande, prendendo in considerazione solamente la parte visibile e assaggiabile delle cose. Il destino dell’Umano, senza l’attributo Essere, è quello di nascere, lavorare, produrre, spendere e poi andare verso la vecchiaia e la morte.

E poi c’è il genitore che invece vuole crescere un Essere Umano. Ricordandosi che esiste una ricetta, che in qualche modo gli viene tramandata. Quelle informazioni che fanno effettivamente essere una sacher una sacher e una torta paradiso una torta paradiso. Quando il genitore sente e sa che esistono anche questi due elementi farà attenzione a come gli ingredenti vengono amalgamati, per quanto tempo, in quali quantità. Saprà che l’importante non è la farina, ma la qualità della farina. Quale storia insegnamo ai nostri figli? Quali emozioni gli trasferiamo prevalentemente? Riusciremo a fargli comprendere il loro scopo nel mondo?

Attenzione perchè questo passaggio è fondamentale: tutti gli Umani hanno a livello potenziale anche l’attributo Essere, ma non tutti si ricordano di averlo.

Per un Essere Umano non sono importanti le nozioni che apprende, ma le qualità trasversali che porterà durante la sua vita nel Mondo, con gli altri Esseri Umani, aiutando gli Umani a ricordarsi del loro attributo Essere, attraverso il proprio esempio, fatto di comprensione, amore, empatia, fatto di arte, fatto di coraggio, fatto di intuito. Ciò che distingue un Umano da un Essere Umano quindi è proprio il fatto di essere consapevole di avere una propria ricetta grazie alla quale è nato e degli attributi che gli permettono di mettersi al servizio degli altri con Amore.

Il compito del genitore è quello di ricordarglielo.

La mia domanda è questa però: può un genitore che non si ricorda del proprio attributo Essere, crescere un figlio che si ricordi del proprio? Può un genitore che non abbia riconosciuto la propria ricetta insegnare ai propri figli a farlo?

Daniela Barra e Federico Parena – autori dei libri *GENITORI AL CONTRARIO* e *GENITORI DI UN NUOVO MONDO* letti da più di 4000 genitori in Italia.

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